Ogni tanto penso: e se la Terra esplodesse e restasse solo questo blog a testimonianza della specie umana? Se qualcuno, mettiamo un abitante di Plutone, dovesse farsi un’idea di questo pianeta solo tramite questo blog? Penserebbe che la Terra è un brutto posto e penserebbe anche che è stata proprio una gran fortuna che sia esplosa.
Ora, la Terra è effettivamente un brutto posto e non mi sto riferendo alla sua forma, la sfera è una bellissima figura geometrica, certo un cilindro o una piramide sarebbero stati più divertenti, ma lasciamo stare. La Terra è un brutto posto perché è abitata da brutta gente, scimmie coi peli a ciuffi che si credono chissà chi solo perché riescono a stare in equilibrio su due zampe, ma la Terra non è solo questo, spegnete un attimo i cannoni plutonici che vi spiego.
Sulla Terra c’è anche la cantata BWV 106, tanto per dire. Che io sappia in nessun altro posto dell’universo c’è una cantata così e, cosa più importante, è una bellissima cantata. Sì, lo so, bellissimo è un aggettivo abusato, è “bellissimo” anche un paio di stivali che fra un anno sarà “bruttissimo”, fra dieci “kitsch” e fra venti “retró”, ma non è colpa dell’aggettivo, è colpa degli stivali. “Bello” non significa niente, è come “sgrangamboso” che un tempo veniva usato per indicare tutte le cose sgrangambose, poi tutti hanno iniziato a dire che questo è sgrangamboso, quello è sgrangamboso e alla fine sgrangamboso non ha più voluto dire niente, così ora quando ci si trova davanti a una cosa sgrangambosa non si sa più che cosa dire, non ci si accorge nemmeno che è sgrangambosa. Per “bello” è più o meno la stessa cosa. Per dire che una cosa è bella bisognerebbe canticchiare la cantata BWV 106.
Magari a qualcuno può non piacere, è normale, così come a qualcuno può non piacere il Barolo, ad esempio a uno che ha perso il palato in guerra. Non dico che questa cantata sia l’unica cosa bella al mondo, per esempio anche la 107 non è male, dico solo che se anche fosse l’unica cosa bella al mondo e se tutto quanto, l’universo e via dicendo, fosse stato messo in piedi solo per arrivare a questa cantata, se le emorroidi, lo sporco sotto le unghie, i DJ, i pantaloni col cavallo basso, gli amministratori di condominio, l’hip hop, l’accento brianzolo, l’esultanza dopo il gol, i bambini piagnucolosi, i manifesti elettorali, i discorsi presidenziali, i passeggini gemellari, i caschi con le orecchie, le riviste di moda, la moda, la cosiddetta comicità italiana, i capannoni prefabbricati, lo spam telefonico, le soubrette, il Ministero dei Beni Culturali, la cadenza dei giornalisti sportivi e lo squallore ontologico dei sandali coi calzini, se tutto questo fosse solo un effetto collaterale della cantata BWV 106, ne sarebbe valsa comunque la pena.
Questo per dire, amici di Plutone, che prima di far esplodere la Terra è meglio se mettete in salvo il mio iPod.