Caro Presidente,
so che legge con attenzione e assiduità questo blog e di questo la ringrazio. Anch’io seguo con molto interesse la sua attività politica e ho sinceramente apprezzato i suoi sforzi per sembrare meno fascista. No, non ho detto che la voto. Mi piacerebbe molto, sul serio, ma purtroppo sono contrario al voto, penso che sia un crimine contro l’unanimità.
A differenza di molti altri, io penso che ci sia una bella differenza tra un fascismo soft e un fascismo hard, non si può mettere tutto sullo stesso piano. Se devo scegliere fra una dittatura dove sei costretto a bere olio di ricino facendo flessioni e una dittatura dove bevi birra in lattina davanti alla TV, scelgo sicuramente la seconda. Non c’è dubbio. Solo un pazzo direbbe il contrario, o un culturista con gravi problemi di stitichezza.
Per questo le dico che apprezzo il suo lavoro e trovo anche molto simpatico quel suo strano modo di parlare, come se avesse perennemente una mentina in bocca. Se sapesse quante ore ho passato davanti alle puntate di Vespa a Vespa, fissando il suo labiale a due centimetri dal monitor, nell’avvilente e proibitivo sforzo di vedere che cosa diavolo ha in bocca! Una volta mi è sembrato di intravedere la pallina di un Uni Posca, è possibile?
Ma non è per adularla che ho deciso di scriverle. Le scrivo piuttosto per via di quella sua fissa morbosa per le bandiere. Sia chiaro, sono contento che lei non sia quell’uomo arcigno e tutto d’un pezzo che vuol far credere, ma abbia le sue sane perversioni sessuali. Io penso che il feticismo sia una cosa che può rendere molto piacevole la vita di un uomo, soprattutto quando è vissuto con passione e consapevolezza, anche se poi è un po’ più difficile trovare moglie.
E non è nemmeno che io abbia un’antipatia per le bandiere. Ci mancherebbe! Ho moltissime amiche bandiere e con tutte ho un rapporto sereno e di reciproco rispetto. Ogni tanto possiamo avere qualche diverbio, è logico, ma non mi sognerei mai di far del male a una bandiera. Soprattutto con quello che costano.
L’unica cosa che non mi convince è che lei sia il Presidente della Camera e, badi bene, non è tanto il “Presidente” che mi preoccupa, ma la “Camera”. Se fosse stato Presidente del Circolo di Bridge di Orbassano non avrei avuto niente da dire.
So bene che non è il Presidente della Camera che fa le leggi, però, cerchi di capire, la sua è una carica autorevole e questo, nonostante tutto, ha ancora il suo peso. Persino il Papa riesce a fare le leggi, e il Papa abita a due chilometri da Montecitorio, figuriamoci se non ci può riuscire lei che ci vive dentro.
La mia preoccupazione, glielo dico sinceramente, è che adesso lei si metta in testa di garantire il diritto alla vita anche alle bandiere, e magari poi alle lenzuola, agli asciugamani, ai fazzoletti e così via fino alla carta igienica. Non voglio assolutamente dire che la carta igienica non sia vita umana, non sono così irrispettoso, però penso che sarebbe molto scomodo dover tornare all’uso delle dita.
Con immutata stima,
Astutillo Smeriglia
P.S. Se per caso vede Sandro Bondi, potrebbe mettergli un cacciavite nel culo? Grazie.